L'ultima sera

Ci sono poeti dimenticati, sommersi dall'incalcolabile peso degli anni. Questo è il caso di Totò Scordo il poeta triste di...

L'ultima sera
Ci sono poeti dimenticati, sommersi dall'incalcolabile peso degli anni. Questo è il caso di Totò Scordo il poeta triste di Tropea, nato nel 1939 e morto nel 1974 a soli 35 anni. La sua è una lirica di altri tempi, fatta di malinconia e delicate emozioni. Riporto con molto piacere una sua poesia, sperando un giorno possa essere riscoperto dalle generazioni future ed occupare un piccolo posto nella storia della poesia del '900. L'ultima sera (Totò Scordo - 1960 ) Era l'ultima sera, di un caldo giugno di un'età passata, e non lo sapevamo. Sentivamo soltanto i grandi platani sussurrare le note di una canzone amata. Parlavamo di un dolce domani senza sapere che non c'era domani. Sempre, più, mai: parole da dirsi in ginocchio, e noi, bugiardi, avevamo il coraggio di giurare. Son passato così nella tua vita senza dimenticare la dolcezza di un'anima che sapeva comprendere, anche se per un attimo ci dicemmo parole terribili. Volemmo: volemmo distruggere un sogno fatto di chimere; cercammo invano, dove non c'era, la felicità. Caddero ad una ad una le foglie gialle delle mie speranze, e tu volasti rapida com'eri venuta, ma sempre bella come ti avevo visto la prima volta col vestitino blu di collegiale. Ora soltanto i platani sanno, e ricordano, e raccontano ma gli altri non sanno, non possono capire quel triste concerto di note fruscianti. Era l'ultima sera... e non lo sapevamo. Era l'ultimo incontro e poi.... Ricordo solo che non ti vidi più.