Fiducia e immaginazione

Giugno 22, 2019

Quando una persona si fida di un altro sarà più propensa ad accoglierne opinioni, suggerimenti e visioni, al contrario ci sarà una maggiore diffidenza e distanza. Uno degli strumenti più potenti in mano al formatore è l’immaginazione – tanto più sarà capace di produrre nella mente dei suoi studenti delle immagini di qualità tanto più […]

Quando una persona si fida di un altro sarà più propensa ad accoglierne opinioni, suggerimenti e visioni, al contrario ci sarà una maggiore diffidenza e distanza.

Uno degli strumenti più potenti in mano al formatore è l’immaginazione – tanto più sarà capace di produrre nella mente dei suoi studenti delle immagini di qualità tanto più potrà guadagnare fiducia e attuare un valido intervento formativo.

Una rappresentazione mentale, per essere significativa deve essere vissuta come una esperienza reale.

Ad esempio, quando si guarda un film horror si possiede la consapevolezza che si tratta di una mera finzione, eppure fra lo spettatore ed il film si innesca un patto inconscio ( lo spettatore accetta come vera una finzione cinematografica in quanto prova emozioni che lo intrattengono e perciò ne trae un vantaggio ), questo porta lo spettatore ad abbassare la guardia (riducendo il proprio fattore critico) e a livello mentale entrare in uno stato di assorbimento – a tal punto che immagini, suoni, significati provocano in lui emozioni molto simili a quelle provocate da eventi e stimolazioni reali.

Da questo esempio emergono due aspetti di fondamentale importanza :

  1. Tanto più il soggetto è motivato ad ottenere un beneficio tanto più velocemente abbasserà la guardia
  2. La paura che provoca un film horror è dettata dall’aspettativa, dall’immaginazione e dal coinvolgimento emotivo


In sintesi l’aspettativa di un fenomeno il più delle volte genera il fenomeno stesso.

Con questa chiave di lettura si potrebbe affermare che tanto più un formatore riesce a ridurre la critica e creare aspettativa nei confronti di un determinato fenomeno che comporti un beneficio per i suoi allievi, tanto più velocemente avrà la possibilità di toccare le corde più profonde delle loro menti.

Il formatore in questo caso assume il ruolo di un “incantatore di serpenti” che guadagnando fiducia crea un set di nuovi elementi, storie e situazioni in grado di creare una nuova realtà che funziona all’interno di quel contesto formativo.

Varie scuole di pensiero propongono metodologie differenti, utili ad abbassare la critica e guadagnare fiducia. Fra le più significative :

Metafore e storie

La metafora o la storia aiuta ad aggirare il fattore critico dell’interlocutore in quanto portano la conversazione in un piano astratto simile a quello delle fiabe che si raccontano ai bambini o in un contesto mentale simile al famoso film in grado di creare assorbimento.

Il docente potrebbe decidere di attingere alla propria storia personale – utilizzando una precisa esperienza come espediente per raccontare qualcosa d’altro – integrando avvenimenti, amici, situazioni in cui lui stesso adolescente si è trovato ad affrontare situazioni simili a quelle che intende trattare.

Questa metodologia risulta molto valida poiché aggira completamente la critica del soggetto e soprattutto crea maggiore rispecchiamento nei confronti dello studente che si identifica nelle parole dell’insegnante e inconsciamente si trova a pensare che le cose che sono funzionato per il suo insegnante probabilmente potrebbero andare bene anche per lui stesso.

Ma attenzione è importantissimo che ogni storia o situazione raccontata sia assolutamente vera e non edulcorata, in quanto nel caso si creino storie adhoc è facile dimenticare dettagli del racconto e invalidare l’efficacia del metodo anche per il futuro.

Alternanza fra processi logici e immaginazione

Una formula matematica, l’analisi di un testo o la risoluzione di un calcolo complesso impegnano un’area del cervello chiamata (con un buon grado di approssimazione) emisfero sinistro. Un processo logico impegna molto la mente che sarà spontaneamente indotta a cercare riposo attivando l’emisfero destro (la parte della mente dove risiede l’inconscio e la nostra capacità di immaginare).

Un bravo formatore sfrutta questo fenomeno fisiologico a suo vantaggio inserendo alla fine di processi logici complessi dei momenti nei quali parla alla immaginazione dei propri studenti, sapendo che proprio in quei momenti saranno spontaneamente ricettivi ad accettare le sue suggestioni.

Situazioni di gioco

Uscire dal contesto e dai ruoli attraverso situazioni di gioco nei quali alcuni studenti diventino protagonisti e spettatori del gioco stesso aumenta a dismisura l’attenzione e viene vissuto come un momento di stacco nel quale non si sta facendo didattica. Prendiamo ad esempio di fare credere ad uno studente, che rientra dal bagno, di essere stato estratto per una interrogazione e finché si trova in bagno chiediamo ai ragazzi di spostarsi di banco e di essere loro a fare domande il più difficili possibile per poi dare loro la risposte nel caso il compagno non sia in grado di darla.

Il più delle volte un esperimento come questo produce esiti davvero notevoli in quanto l’attenzione di tutti i componenti della classe aumenta a dismisura, ognuno cerca l’argomento che reputa difficile per fare la sua domanda e per essere pronto a dare lui la risposta si sforza a comprenderlo, il ragazzo interrogato vive una situazione disorientante e il più delle volte non si accorge del cambio banco o non lo reputa importante in quanto la sua attenzione è focalizzata a cercare dei punti di riferimento stabili su quello che gli sta succedendo.

Il limite di questi giochi sta tutta nella creatività del docente, al malcapitato che si reca in bagno si potrebbe nascondere il quaderno inventando storie paradossali, si potrebbe decidere di cambiare completamente argomento della lezione chiedendo ai ragazzi di far finta di capire argomenti complessi, si potrebbe chiamare una ragazza di un’altra classe che gli piace per interrogarlo – nel caso di insegnanti di materie professionali si potrebbe fare credere a uno studente di essere stato sorteggiato per un esperimento di laboratorio molto pericoloso ecc… ognuno di questi “giochi” se gestiti con una giusta dose di controllo della situazione possono produrre effetti sorprendenti e creare situazioni nelle quali si sta facendo didattica ma soprattutto si sta parlando alla immaginazione degli studenti.

In sintesi si dovrebbe trovare ogni tanto il modo per fare vivere una esperienza ai propri allievi senza per forza uscire dall’aula.

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    Esperto di comunicazione interdisciplinare.

    Consulente con oltre 20 anni di esperienza in ambiti manageriali, comportamentali e di vendita. Digital Marketing Strategist nell’ambito della ideazione, coordinamento e realizzazione di progetti di Marketing Digitale.